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Il
nome Tolentino deriva dalla base prelatina tul nel che
hanno il significato di "confine",
riferito forse al fiume Chienti. La città si è
sviluppata sul luogo di stazioni preistoriche e di
insediamenti piceni. Fu municipio romano e, dopo le
incursioni barbariche, esso risorse come libero
comune seguendo poi le sorti degli altri paesi della Marca
legati al dominio pontificio. Del periodo |

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medievale
conserva buona parte della cerchia muraria che cingeva
completamente, on le sue fortificazioni e le sue porte, il
centro urbano. Integra fino ad un secolo fa, l'apertura di
nuove strade e l'incessante espansione edilizia hanno
portato al progressivo abbattimento di mura, porte e
fortificazioni. Ciò che di esse rimane risale ai secc.
XIII-XV. La comunicazione con la riva destra del Chienti
avveniva tramite Porta del Ponte ed il Ponte del Diavolo.
Quest'ultimo, risalente al 1268, è una possente
costruzione a cinque altissime arcate con torre-bandiera.
La sua denominazione, comune a molti ponti d'Italia e
d'Europa, è dovuta all'arditezza della costruzione e
legata a leggende molto simili tra di loro. Dal Ponte del
Diavolo è ben visibile il caratteristico e popolare
quartiere del "Fondaccio", d'impianto medievale,
su cui spicca l'antichissima Chiesa di Santa Maria che,
redificata nel sec. XVIII a pianta centrale, conserva
ancora tracce della primitiva costruzione. Nel 1797 nelle
sale del di Palazzo Parisani fu firmato il trattato tra
Napoleone Bonaparte e la Santa Sede. Nella vicinanze,
presso il castello della Rancia, fu combattuta, nel 1815,
la battaglia tra le truppe austriache e Gioacchino Murat,
Re di Napoli, nell'infelice tentativo di unificare
l'Italia. |