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La
presenza di civiltà nel territorio di Staffolo è
attestata sin da epoche remote come dimostrano i vari
reperti archeologici rinvenuti in diverse località:
utensili e monili del paleolitico, statuette bronzee di
fattura umbro-sabellica, rilievi funerari ed iscrizioni
d'epoca romana. L'attuale centro, posto sulla sommità del
colle, si sviluppò probabilmente sul precedente vicus
d'epoca romana e con la dominazione longobarda "Staffil"
col significato originario di palo di confine o in senso
lato di incrocio di strade. La prima attestazione
documentaria di "Stafuli" risale all'anno 1078.
Nel sec. XIII Staffolo è già un comune autonomo dotato
di propri ordinamenti civici che confluiranno negli
Statuti comunali tardomedioevali i cui |

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manoscritti
sono tutt'oggi conservati nell'archivio storico insieme
con numerose pergamene dei secoli XIII-XVI. Pur
appartenendo geograficamente all'area di influenza della
potente Città di Jesi, Staffolo subisce solo per due
brevissimi periodi il dominio diretto del vicino; più
volte assediato durante le turbolente vicende del '300 e
'400 cede solo alla furia del saccheggio delle bande di
fra Moriale (1354) che volle punire l'adesione di Staffolo
alla politica dei Visconti. Ricostruite le mura per volere
dell'Albornoz, viene poi occupato con altri centri da
Francesco Sforza (1433) nel tentativo di costui di
impadronirsi dell'Italia centrale. L'ultimo saccheggio lo
subisce dai guasconi di Francesco Maria della Rovere nella
guerra che costui condusse contro la famiglia dei Medici
per rimpossessarsi del Ducato di Urbino (1517). Nel
1543-54 viene istituito a Staffolo, fra i primi in Italia,
il Monte frumentario della Pietà, un'istituzione che ha
lo scopo di aiutare i più indigenti con prestiti
agevolati di grano e denaro. Arricchitosi nel corso dei
secoli di importanti monumenti, fra i quali le chiese di
S. Egidio e di S. Francesco (sec. XIII), Staffolo conserva
a tutt'oggi il tipico aspetto di borgo medioevale;
un'intensa attività culturale ha caratterizzato il comune
nel corso dei secoli come dimostrano la presenza di
accademie musicali e gli insigli studiosi ed artisti qui
nati e vissuti. Fra i più importanti, il notaio Vagnone
Manuzio (sec. XIII), capostipite dell'importante famiglia
dei Manuzio, editori in Venezia e Roma fra il XVI e XVII
secolo, il Maestro di Staffolo (sec. XIV), gli organisti
Fabio e Alessandro Costantini (sec. XVII), l'umanista
Lancellotti (sec. XVIII). |