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La
bellezza unica del territorio, del clima e la
ricchezza naturale del luogo, porta una tribù di Galli
Senoni a stabilirsi qui nel IV sec. a.c., fondando la
prima colonia romana della riviera Adriatica... Senigallia
arrivò ad essere un importante centro romano nell'età
Imperiale, fino al tremendo saccheggio nel IV sec. d.c.
dalle truppe di Alarico che piegarono la città, ma non
per molto, infatti risorta in breve tempo la ritroviamo al
centro dell’Esarcato di Ravenna e della pentapoli
marittima. Diventando poi baluardo della chiesa nel XII
sec. come libero comune, partecipa con alterne fortune
alle cruente lotte di quel periodo storico. Per le
sue tradizioni Ghibelline subisce gravi colpi dai suoi
nemici, |

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tanto
che Dante nel Trecento menziona Senigallia come una città
vicina a morire.Per una seconda volta la città ritorna
nell’ombra...Fu Sigismondo Malatesta che, nel 1450,
decise di ricostruire la città spopolata dalla malaria e
dalle guerre e ridotta a poche case cadenti: inizia così
la storia della nuova Sena. Ripopolata la città, fu
ancora una volta Sigismondo ad evolverla ulteriormente con
la costruzione di una potente cinta muraria.Nel 1474,
Sisto IV dona la città al nipote Giovanni della Rovere,
signore di Urbino, il quale regala alla città
Senigalliese, per merito dei suoi architetti, la Rocca e
il palazzo ducale; affiancati poi dal Palazzo Baviera,
diverranno il fulcro della città nel
rinascimento.Ripopolata la città, assistiamo ad un enorme
sviluppo, dall'agricoltura al commercio, dalle scienze
all'arte; ricordiamo poi che anche la stupenda e
meravigliosa Venezia sarà portata ad invidiare Senigallia
per il suo fiorire e non ultimo il porto, prendendo parte,
al commercio marittimo del Ducato di Urbino prima, e a
tutto lo Stato Pontificio in un secondo momento.A partire
dalla metà del 1600 il nome della città comincia a
diventare noto anche fuori dei confini italici. Ed è
appunto, dalla metà del XVII sec. a tutto il XVIII, la
famosa "Fiera della Maddalena" favorita anche
dalla "Franchigia Portuale", che permette lo
sviluppo e il fiorire dei liberi scambi internazionali
(vero capolavoro di politica moderna), raggiungendo il suo
massimo fulgore. Lungo le sponde del canale urbano
fioriscono i commerci, dalle granaglie alle spezie, dai
legnami ai manufatti. In occasione della fiera attraccano
ai moli fino a 500 navi provenienti da tutti i luoghi del
mondo conosciuto. Per circa 150 anni la città diventa il
punto di incontro dei commerci e della cultura delle
nazioni levantine e del centro Europa. |