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E’
uno dei principali centri delle Marche per tradizione
culturale e vita economica; la sua storia parte dalla
distruzione barbarica della città romana di Cluana, alla
foce del Chienti: il nuovo abitato fu edificato sulle
colline sul lato sud del fiume, sempre in prossimità del
mare, ma più difendibile. Il nucleo centrale, detto poi
CASTELLO DI SANT’ELPIDIO è tuttora ben conservato e
risale all’XI secolo. Il periodo da Libero Comune è
brillante: si ottiene di poter costruire un porto (che si
distaccherà in Comune autonomo solo nel 1952), fino a
quando lo scontro con la più potente Fermo non porta alla
distruzione della città nel 1377, da cui comunque gli
Elpidiensi riescono a riprendersi consolidando il loro
potere. “San Lepidio” viene tra l’altro citata anche
nel Decamerone di Boccaccio. Nel 1800 il Papa innalza il
Castello al rango di città. Riguardo all’origine del
nome, tra le varie |

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ipotesi,
è ora accreditata quella d’una citazione di un
documento dell’XI secolo, in cui compare la scritta
Sancto Elpidio Majore, per distinguerlo da S. E. Morico,
nome poi abbreviato in ma.re. La CINTA MURARIA, insieme
allo stesso PALAZZO COMUNALE, contribuisce a mantenere
l’atmosfera medioevale, come le tre PORTE cittadine, in
particolare quella con il bassorilievo di Sant’Elpidio a
cavallo, icona protettrice della città. Di grande
interesse è anche l’ARCHIVIO STORICO con documenti, tra
cui incunaboli e manoscritti, di più di mille anni. Anche
la vita culturale attuale risente del suo nobile passato:
tra Stagione Teatrale, Festival Musicale e Accademia
Organistica si copre in pratica tutto l’anno realizzando
eventi di qualità. Tra le frazioni è da segnalare
CASETTE D’ETE e la sua Basilica Imperiale del IX secolo.
Oggi la zona rappresenta il cuore dell’attività
calzaturiera, con aziende di fama mondiale. Già dai primi
anni Cinquanta si è ripresa la rievocazione del Torneo
della Contesa del Secchio, il medioevale joco de lo pozzo,
un misto di pallamano e pallacanestro giocato tra le
quattro Contrade cittadine. La manifestazione ha un
articolato cerimoniale con quasi un migliaio di figuranti.
Da qualche anno la Contesa è preannunciata dalla Città
Medioevo, d’introduzione al clima rievocativo che
s’intende ricreare. |