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Santa
Maria Nuova sorge al centro della Provincia di Ancona, nel
cuore delle Marche, adagiata sul dorso di una collina a
249 metri di altitudine. Nel suo territorio la presenza
dell'uomo risale alla preistoria e ne sono suggestive
testimonianze diversi ritrovamenti archeologici. Numerosi
sono anche i reperti risalenti all'epoca romana e tra essi
assumono particolare rilievo i resti di una villa
signorile e di un'edicola funeraria, siti in località
Pietrolone. Le prime notizie relative ad un centro abitato
di una certa consistenza, probabilmente fortificato,
risalgono invece al 1201 d.C., anno in cui venne firmato
un atto di Sottomissione alla città di Jesi, |

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da
parte dei signori del castello di Santa Maria delle Ripe.
Questa era infatti l'antica denominazione di Santa Maria
Nuova ed era probabilmente dovuta al fatto che il castello
sorgeva in una località, poco distante dalla attuale,
caratterizzata dalla presenza di numerosi calanchi. Esso
subì ricorrenti distruzioni fino a quando, tra la fine
del XIV secolo e l'inizio del XV, venne trasferito sulla
sommità di un colle posto leggermente più ad occidente,
luogo ritenuto più salubre e al nuovo insediamento venne
dato il nome di Santa Maria Nuova. La fondazione del nuovo
centro si fa risalire al 1472, data ufficiale
dell'immigrazione di genti lombarde nella valle dell'Esino,
immigrazione seguita alla drammatica epidemia di peste che
infierì qualche anno prima sulla città di Jesi e sul suo
contado e con particolare violenza, tanto da causare una
notevole diminuzione della popolazione, proprio nei
castelli di Monte della Torre, San Lorenzo in Maccarano o
Mazzangrugno e appunto Santa Maria delle Ripe. Nei secoli
successivi Santa Maria Nuova venne sempre considerata
un'estensione territoriale del Comune di Jesi, al punto
che la locale comunità per erigere una cinta muraria
dovette rivolgere svariate istanze a quella municipalità,
ottenendone l'assenso solo nell'anno 1535. |