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Alcuni
ritrovamenti di epoca picena indicano una presenza di
abitati sin dal IX secolo a.C. , con una continuità in
epoca romana. Grazie alla presenza dei benedettini dell’abazia
di S. Croce e alla pieve di Sant’Elpidio, tra il VI e il
IX secolo, si ebbe una riorganizzazione del territorio tra
Chienti e Tenna con una ripresa dell’agricoltura. Alla
metà del XIII secolo iniziò la crisi del monastero di
Santa |

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Croce,
mentre la pieve ed il castello di Sant’Elpidio divennero
polo di attrazione per le popolazioni circostanti,
portando alla formazione del comune.Il tratto costiero con
un porto era stato donato al ,Vescovo di Fermo già nel
1035. Sant’Elpidio alla metà del XIII sec. ottenne dai
rappresentanti papali la facoltà di avere un proprio
porto. Sant’Elpidio a Mare più volte, negli anni delle
contese tra guelfi e ghibellinisi trovò a scontrarsi con
Fermo e dopo un assalto notturno ai danni dei mercanti
elpidiensi richiese al Rettore della Marca il permesso di
fortificare il porto per assicurare i traffici che vi si
svolgevano. La storia dell’attuale Porto Sant’Elpidio
ha inizio nel Cinquecento quando divenne più consistente
il nucleo insediativo del territorio connesso al porto che
iniziò ad essere un importante riferimento territoriale
grazie soprattutto all’esportazione del grano e del
legname. In seguito la costruzione della strada Aprutina
che collegava la costa dall’Abruzzo a Loreto e
l’inaugurazione della linea ferroviaria fecero perdere
importanza al porto. L’attuale ricchezza della cittadina
non è legata alla pesca bensì all’attività
calzaturiera che ha avuto un’importaza rilevante sin
dalla seconda metà dell’Ottocento e nel dopoguerra ha
assorbito la manodopera eccedente nel settore agricolo.
Porto Sant’Elpidio, divenuto libero comune solo nel
1952, ha specializzato la propria produzione nella
calzatura da donna. La cittadina tuttavia per la sua
vivacità, il litorale e l’interesse paesaggistico del
territorio, si è affermata anche come località turistica
balneare. |