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Pioraco,
situato vicino al Lago (estintosi nel 1660), è un centro
dell'alto maceratese a 441 metri slm, con un'estensione
territoriale di 19.480 Kmq. si trova incastonato in mezzo
a tre monti che lo sovrastano: Monte Primo (mt.1300);
Monte Gemmo (mt.1254) e Monte Gualdo (mt.1065), alle quali
sono abbarbicate molte case del centro urbano. Pioraco, le
cui origini si fanno risalire intorno al 215 a.C.,
inizialmente era abitato da popoli primitivi, ma all'epoca
dell'impero romano si arricchí di templi, di un teatro,
delle terme e di una piscina. Di tutto ciò oggi non resta
alcuna traccia, ad eccezione del ponte Marmone sul
Potenza, del tracciato sullo scoglio del ramo dell'antica
via Flaminia, resti di colonne, statue ed altri reperti,
collocati nella sede municipale, nei giardini pubblici,
nell'atrio della casa parrocchiale, e nei musei nazionali
di Roma, Perugia e Ancona. Pioraco raggiunse il suo
massimo splendore sotto il ducato dei Da Varano da
Camerino, che possedevano una ricca corte e diedero
impulso, con il commercio degli stracci, alla lavorazione
della carta a mano già fiorente nei primi anni del XIV
secolo. Ricco di acque e di cascate, ispirò i suoi
abitanti alla nuova attività che ancora oggi dallo
stabilimento locale e dalle altre cartiere del gruppo
Miliani-Fedrigoni, viene esportata anche in molti paesi
europei ed extra europei. A Pioraco s'ispirarono pittori
famosi: Luca Signorelli e Bartolomeo della Gatta con
l'Annunciazione (olio sulla tavola); Giovanni Boccati con
la Madonna delle lacrime, custodita nella Chiesa
parrocchiale di Seppio; Girolamo di Giovanni con la
Crocifissione, un affresco della Chiesetta del santissimo
Crocefisso; Arcangelo di Cola con l' Annunciazione,
trasferita dalla Chiesetta del Crocefisso a quella di San
Francesco e la Chiesa Parrocchiale di San Vittorino che
custodisce, in una preziosa urna con le spoglie del
patrono. Nella sede municipale, con libero accesso, si
trovano le mostre e musei permanenti della carta, della
filigrana e dei fossili, ed una "gualchiera
prolaquense" ovvero la ricostruzione di una piccola
cartiera medioevale, con la dimostrazione pratica
dell'antica lavorazione della carta fatta a mano, come
all'origine. Pioraco inoltre offre itinerari e passeggiate
in zone incontaminate che portano alla scoperta dei monti
e del paesaggio spettacolare di questo paese. Se Pioraco,
è stato definito da molti la " Svizzera delle
Marche" per le sue bellezze naturali e paesaggistiche
di grande suggestione e di forte richiamo turistico, a
pieno diritto per la sua storia e le sue tradizioni, può
vantare anche il titolo di "Paese della carta". |