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Situato
lungo la ridente vallata appenninica che da Acqualagna
sale al passo di Bocca Serriola (m.730), sorge alla
confluenza del Biscubio con il Candigliano, stretto fra i
monti Nerone (m.1526) e Mondiego (m.976). La storia
del luogo si identifica con quella della famiglia comitale
dei Brancaleoni, imparentata con i Montefeltro ed
estintasi nel
1729. L’imponente castello degli antichi |

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signori
domina ancora oggi dall’alto del colle sovrastante il
paese, circondato dalle case dell’antico ’borghetto’
medievale. L’accesso a quest’ultimo avviene attraverso
due porte, una al limite del ponte sul Candigliano,
l’altra sotto la chiesa di S.Pietro (sec. XIV). Il
castello (visitabile con guida) è articolato attorno a più
cortili e presenta all’interno diverse sale riccamente
decorate con affreschi, stucchi, stemmi e camini tardo
rinascimentali. Incorporando precedenti parti medievali,
la ristrutturazione del maniero fu compiuta tra il XV e il
XVI secolo, al tempo di Guido Brancaleoni e del figlio
Roberto. Morto quest’ultimo (1538), fu poi il
nipote Antonio a commissionarne l’ampliamento più
consistente come testimonia la data 1587 incisa nel primo
cortile. Ancora più tardi (1625) sorse infine, a sinistra
del portale d’ingresso, l’oratorio di S.Carlo, con
funzione di cappella palatina. Monumenti importanti di
Piobbico sono anche la chiesa di S.Stefano, ricostruita
nel sec. XVIII, ma con una splendida tela di Federico
Barocci ("Riposo durante la fuga in Egitto") e
statue di Federico Brandani, e a poca distanza
dall’abitato il santuario di S.Maria in Val d’Abisso
con una tela di Raffaellino del Colle
("Assunzione"). Il clima mite, anche nei mesi più
caldi dell’anno, insieme con l’aria pura e frizzante,
la presenza di acque minerali e fluorate, oltre alla
possibilità di percorrere suggestivi itinerari
naturalistici, fanno di Piobbico una delle stazioni
climatiche più apprezzate dell’Appennino centrale. |