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È
posto su un pianoro dell’alta valle del Foglia, a 56.7 km
da Pesaro. Sullo sfondo la catena appenninica là dove il
confine toscano si incunea nel territorio provinciale
pesarese fino a sfiorare Belforte all’Isauro. Si
tratta dell’antico Planus Mileti, castello concesso in
feudo da Papa Gregorio IX ai conti Oliva, famiglia di
origini germaniche scesa in Italia sul finire del X secolo
a seguito |

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dell’imperatore
Ottone III. Tornò in possesso della Chiesa solo nella
seconda metà del sec. XVI, dopo l’estinzione della
casata degli Oliva. Il paese conserva un nucleo medievale
a stradine ortogonali con strette casette, alcuna delle
quali con la cosiddetta ’porta del morto’. Domina
sull’abitato l’imponente palazzo fortificato (con
merlature ghibelline, beccatelli e caditoie) già dei
conti Oliva e oggi sede del Comune. Lo stesso sorge sui
ruderi di un antico fortilizio di epoca carolingia di cui
sopravvive la sola massiccia torre quadrata che occupa lo
spigolo occidentale. Tutto il resto fu ricostruito
in seguito alla distruzione dell’edificio provocata nel
1445 dal duca Francesco Sforza. La ricostruzione, forse su
disegno di Francesco di Simone Ferrucci, fu commissionata
nel 1480 dal conte Carlo Oliva, amico e alleato di
Federico da Montefeltro. Di particolare interesse è il
severo cortile con portico ad arcate e ballatoi sostenuti
da pilastri. Il salone d’onore ha una grande volta a
vela e notevoli elementi decorativi (peducci, camini e
lavabi a muro). La parrocchiale di S.Biagio merita una
visita per la presenza di due lastre tombali gotiche e per
un affresco datato 1576 ("Madonna con il Bambino e
Santi"). All’interno dell’antico palazzo dei
conti Oliva, oltre alla sede comunale, è oggi ospitato
anche il Museo della civiltà contadina con una completa
documentazione della vita di campagna negli ultimi
trecento anni. |