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Sorge
nell’alta valle del fiume Marecchia, in un territorio
accidentato, ai piedi del versante occidentale del monte
Carpegna (m.1415), disteso tra due punte rocciose (il
Roccione e la Rupe). La minuscola cittadina è nata
intorno al 1350 dall’unione dei due villaggi
fortificati di Penna e di Billi, posti alla sommità del
Roccione e della Rupe, là dove sorgono ancora oggi i
ruderi del castello malatestiano di Billi, il convento
delle monache Agostiniane (sec.
XV) e
una grande Croce. Luogo abitato fin dal tempo |

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delle
invasioni barbariche dei Visigoti di Alarico, fu concesso
in feudo nel 962 dall’imperatore Ottone I ai conti di
Carpegna che si divisero poi nei tre rami di Carpegna,
Montecopiolo e Pietrarubbia. Fu quest’ultimo ramo che si
tenne Pennabilli e che, passato a Verucchio, diede origini
alla famiglia dei Malatesta. Sotto i Malatesta Pennabilli
visse vicende alterne, fin quando passò sotto i
Montefeltro, entrando a far parte del ducato di Urbino e
acquistando il titolo di ’città’ con il trasferimento
della sede vescovile da S.Leo (sec. XVI). Nel centro
storico si trovano la Porta Malatesta (sec. XIII) che si
apre al di sotto del Palazzo del Bargello (sec. XIV), La
Porta Carboni (sec. XIV), la Porta di Borgo S.Rocco e la
chiesa-santuario di S.Agostino (o Madonna delle Grazie)
costituita di due distinti nuclei del XV e XVII
secolo. La Cattedrale, di origini tardo
rinascimentali, ha una caratteristica facciata a mattoni
rossi che si affaccia sulla piazza principale, accanto al
mediceo Palazzo della Ragione e alla Loggia dei Mercanti.
Meritano una visita anche il ricco Museo Diocesano con
rilevanti oggetti di interesse storico-artistico e la
Biblioteca Feretrana, ricca di incunaboli, manoscritti e
pergamene, oltre al recente Museo Mariano organizzato
all’interno del santuario della Madonna delle Grazie.
Esiste infine anche il Teatro ’La Vittoria’ con
piccola graziosa sala a palchetti oggi in corso di
restauro. Fuori dell’abitato sorge la romanica Pieve di
S.Pietro in ponte Messa, sorta come abbazia nell’alto
medioevo (sec. VIII) sulle rovine di un tempio pagano con
facciata adorna di protiro pensile e interno a tre
navate. |