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La
leggenda vuole riportare a Roberto il Guiscardo (1015 -
1085) l'origine del castello di Monte Roberto, dove
avrebbe trascorso la sua fanciullezza l'Imperatore
Federico II. Più concretamente invece la storia ci
riferisce la prima menzione della località in un
documento del 1079: un piccolo agglomerato il cui nome fa
supporre un feudatario laico, un "signore del
luogo", chiamato Roberto probabilmente d'origine
longobarda. Agglomerato edilizio e |

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contrada
che facevano parte del territorio di Castelbellino, allora
Morro Panicale. Solo nel corso del Duecento si ha la
trasformazione in un castello vero e proprio. Nel
territorio di Monte Roberto è da localizzare, nei pressi
dell'abbazia di Sant'Apollinare, l'antica città Planina
ricordata da Plinio il Vecchio. Ruderi di una certa
consistenza sono stati visibili fino al sette-ottocento:
Così in contrada Noceto, nel 1881, fu rinvenuta una
necropoli picena (sec. VI a.C.); i reperti allora
riportati alla luce sono ora conservati nel Museo
Archeologico Nazionale di Ancona. Nel 1219 Monte Roberto
già faceva parte del Contado di Jesi seguendone le
vicende e rimanendovi fino al suo scioglimento avvenuto
nel 1808. Il centro storico, oltre al nucleo raccolto
entro le mura del castello, si sviluppò nel
sei-settecento lungo il Borgo, l'attuale Via G. Leopardi.
A valle, negli ultimi cinquanta-sessanta anni, ha avuto
notevole incremento la frazione di Pianello Vallesina,
divisa in parte con il comune di Castelbellino, cresciuta
inizialmente attorno alla Chiesa di S. Maria del Trivio
del sec. XVII. Quella attuale, dedicata a S. Benedetto, è
stata costruita nel 1921 - 1925. |