Ubicata
a valle dell’abitato di Montecosaro, il complesso
monastico appariva un tempo molto più articolato e
inserito in un contesto ambientale dominato da un sistema
di canalizzazioni che avevano bonificato la foce
acquitrinosa del Chienti. La fondazione benedettina,
istituita come prepositura dai monaci di Farfa, è
documentata per la prima volta nel 936. L’attuale
fabbrica religiosa, innalzata tutta in laterizio, risale
come
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testimonianza appunto
una lapide murata in controfacciata che reca la data 1125.
Scomparse le strutture monastiche, la chiesa abbaziale
intitolata all’Annunziata, possiede un impianto
architettonico che richiama nelle sue forme a coro a
deambulatorio con cappelle radiali, una tipologia cara
alla tradizione romanica d’Oltralpe e in particolare al
modello delle chiese di pellegrinaggio esemplate su Cluny
III (fine del sec. XI), documentato in Italia anche nella
fondazione monastica di Sant’Antimo nel contato di
Siena. All’interno, l’austera basilica è strutturata
su due livelli, il secondo dei quali è costituito da una
galleria che circonda il corpo longitudinale e che si
estende anche sopra il deambulatorio. Su questo stesso
livello, nel corso del Quattrocento fu creato nella metà
orientale della navata mediana una sorta di presbiterio
sopraelevato che permetteva lo svolgimento delle funzioni
liturgiche anche durante i mesi in cui la chiesa era
invasa dall’acqua di piena del Chienti. |