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difesa
di una località strategicamente importante, della cui
esistenza attestano tuttora i resti su cui è costruita la
chiesa collegiata del paese, nulla peraltro è possibile
dire sull'epoca e a chi detta rocca debba attribuirsi.
Pertanto non è possibile avanzare ipotesi sulla esistenza
di questo centro nel basso Medio Evo. Si possono invece
cogliere e seguire indizi che alludono a presenze e
influenze bizantine e longobarde nel territorio (che fu
poi montecarottese), presenze che preannunciano il sorgere
di quegli insediamenti di cui si avranno memorie e prove
nei secoli successivi al Mille. L'influenza longobarda è
suggerita sia dal non lontano Gastaldato di Castel Petroso
(= l'attuale Pierosara), punta avanzata del Ducato di
Spoleto, - da cui i Longobardi sfociarono per qualche
decennio, sul finire del sec. VI, nella Vallesina -, sia,
e più ancora, dalla toponomastica (rimasta sino ai secoli
a noi più vicini, nei territori che poi formeranno la
Pieve di Montecarotto), e dai Santi, oggetto del culto
longobardo, venerati negli stessi territori. I Bizantini
invece controllarono per più secoli gran parte della
Vallesina, terra di confine con il territorio longobardo:
giova tenere sempre presente questo dato storico. Notizie
più precise di Montecarotto si hanno nel momento in cui
dalle nebbie del Medio Evo emerge la realtà della Pieve
omonima (- una delle sette esistenti nel territorio
diocesano di Jesi, con i suoi castelli - primo fra tutti
quello appunto di Montecarotto -) delle sue
"ville" e delle numerose chiese. (Per Pieve si
intende un territorio su cui esercitava la giurisdizione
ecclesiastica la chiesa più importante del territorio
stesso, dotata di fonte battesimale, detta appunto
"pieve", dalla quale dipendevano le altre chiese
parrocchiali sparse nell'ambito della circoscrizione, che
provvedevano alla cura spirituale delle popolazioni ivi
residenti). La Pieve di Montecarotto, se non la più
importante della Diocesi di Jesi, era certamente la più
vasta, estendendosi per quasi 60 kmq., comprendente gli
attuali territori comunali di Montecarotto, Poggio San
Marcello, Castelplanio e Rosora. In questo territorio si
riscontrano, dopo il Mille, i Castelli di Montecarotto, di
Colmontano, di Rosora, di Poggio San Marcello e di Castel
del Piano; le ville, o villaggi rurali di Santa Mustiola,
Tessenaria, Loretello, San Benedetto, San Biagio; alcuni
"castellari", 18 chiese, di cui 12 parrocchiali. |