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Il
comune di Castelraimondo si estende su 45,28 Kmq.
nell'Alta Valle del Potenza e confina con i comuni di:
Gagliole, Camerino, Pioraco, Matelica, Esanatoglia e San
Severino M. Per la sua posizione la cittadina è stata un
importantissimo centro viario sin dall'antichità.
Nell'atto della fondazione del Castello di Raimondo, nel
dicembre 1211, |

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viene
nominato signore Francesco, priore di S. Bartolomeo di
Rotabella, a testimonianza dell'esistenza di una già
fiorente comunità. Il castello è sorto per concessione
di Raimondo, figlio di Ottone, nipote di Clemente V,
affinchè la guelfa Camerino si potesse difendere dagli
attacchi delle Ghibelline Matelica, Fabriano e S. Severino
Marche , in lotta per il possesso delle fortezze di
Gagliole e Castel S. Maria. Il castello è stato di
proprietà dei "Varano di Camerino".
Castelraimondo è stato edificato, dunque, per necessità
belliche diventando punto di collegamento, per mezzo del
suo "Cassero" con i comuni limitrofi, su una
linea difensiva di 10/15 Km. Sappiamo, non avendo altre
notizie per i secoli seguenti, che è stato un agglomerato
di case lungo circa 200 metri e largo 100, circondato da
mura con 10 bastioni, sovrastati dal "Cassero" e
dall'abitazione del Capitano. Il Cassero potente torre
merlata, alta 36 metri, simbolo di Castelraimondo, è
l'unico resto dell'antica fortezza, sul quale rimangono
incorporate successive parti di mura e una torre, la cella
campanaria della Chiesa di S. Biagio, patrono del paese.
Il Municipio, in cotto con loggiato del XIX secolo, fa da
sfondo all'imponente corso principale. Fino al 1936
Castelraimondo aveva circa mille abitanti dediti
all'artigianato, alla produzione di terrecotte e di
attrezzi da taglio. Venne poi costruita la "Cartiera
Miliani", ancor oggi punto nevralgico dell'economia
cittadina, che con la nascita di altre attività
lavorative, il cementificio, una fabbrica di attrezzi da
taglio, maglifici e coltrifici, ha permesso di triplicare
il numero degli abitanti, per l'inurbamento della gente
dei campi. |