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Il
territorio fidardense era abitato già ben prima che i
Romani conquistassero le Marche (III - II secolo a.C.), come
dimostrano alcune tombe picene, rinvenute nella zona delle
Fornaci, risalenti con certezza al V – IV secolo a.C. Dopo
le invasioni barbariche, passata sotto il controllo
longobardo, la collina era ricoperta da un ampio manto
boschivo cui
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si
deve il toponimo Valdum (dal longobardo wald, bosco) de
Fico. Il
Codice Bavaro riporta i confini
dell’appezzamento: la strada per Osimo, il fossato
(identificabile con il Fossaccio) e la Strada Traversa, a
ridosso dell’insediamento romano emerso con i recenti
scavi. Non lontano dal Valdum de Fico, poco dopo il Mille,
sorse un castello indicato come Castrum Guicardi o
Giccardi e poi Castrum Ficardi o Ficcardi. Il castello,
come testimoniano i documenti ecclesiastici e la
Miscellanea Picena del Vogel, esisteva almeno fin dal
1139, menzionato sotto vari nomi, il più illustre dei
quali è ricordato dall’appellativo “De Castro Ficardo”.
La fondazione della città è stata a lungo attribuita
dagli storici locali ad una iniziativa del forte comune
osimano, ma il materiale archeologico rinvenuto in alcuni
scavi, attesta l’esistenza di stretti legami con il
porto di Numana, alla cui diocesi d’altra parte
Castelfidardo appartenne nei primi secoli della sua
storia. E’ comunque innegabile il rapporto con la vicina
Osimo, senza però dimenticare quello molto stretto con la
città di Ancona. È documentato infatti, che
Castelfidardo (allora denominata Castrum Guicardi) offriva
ogni anno un “pallio” agli Anconitani in segno di
vassallaggio. |