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Sacro
Romano Impero il territorio venne indemaniato.
Successivamente, trasformato in feudo ecclesiastico, è
affidato all'abbazia benedettina di S. Maria di Sitria,
fondata agli inizi del sec. XI sulle pendici del Monte
Catria dal santo monaco riformatore Romualdo da Ravenna.
Neanche il nuovo comune, costituitosi nel 1257 grazie al
protettorato jesino, riuscirà a sciogliere i vincoli
vassallatici, che perdureranno fino alla costituzione del
Regno d'Italia, per tutta l'età moderna, periodo nel
quale il paese di Barbara diventerà la sede
amministrativa degli estesi possessi dell'abbazia, ormai
trasformata in commenda ed affidata dal 1453 ai cardinali
delle più importanti famiglie dello Stato Pontificio,
come i Cesi, i Barberini, gli Albani. Il centro storico di
Barbara si articola su due alture di una tipica dorsale
collinare marchigiana, allungata tra i fiumi Misa e Nevola:
a monte sorge il Castello; verso il mare, al di là del
fossato e del ponte levatoio frapposto, si estendeva il
Borgo munito di una cinta difensiva culminante in una
propaggine occidentale chiamata Castellaro, probabilmente
perché costituiva il sito più antico ed elevato e perché
fruiva di rudimentali fortificazioni: un terrapieno ed una
palizzata. Gli stessi ipogei o grotte del Castellaro
costituiscono gallerie e vani sotterranei scavati nella
roccia arenaria non solo per la conservazione delle
derrate alimentari, ma anche a scopo di riparo o di via di
fuga verso il fossato ed il castello durante gli assedi,
come nel caso del sotterraneo murato del palazzo "Bùfera",
sede del ristorante tipico "'L Castellaro". Il
borgo medievale si allunga in un pendio o piaggia, la
quale scende dal castello alla chiesa neoclassica
dell'Assunta ripartita in due strade parallele, denominate
nel dialetto locale Piazza e Piazzetta. La Piazzetta, via
più ristretta ed aristocratica, sale dalla Costarella,
ripida china affiancata al monumentale tempio mariano, per
confluire nello Spalmento, l'attuale piazza Cavour
antistante al castello. Sulla destra, i vicoli,
caratteristiche viuzze popolari del Castellaro, delimitano
due palazzi affacciati sulla strada e rispettivamente
appartenuti nel primo Ottocento alle famiglie signorili
Leli e Bufera. Passeggiando lungo le declinanti vie del
paese in una gradevole visita, si possono idealmente
ripercorrere gli sviluppi urbanistici del centro abitato
nel corso dei secoli: partendo dal castello medievale e
dal sottostante borgo cinquecentesco, passando per
l'attuale Borgo Mazzini - sviluppatosi nell'Ottocento con
il nome di Borgo S.Francesco - si perviene prima alle
"Case Nove" d'inizio Novecento, odierna Via
Vittorio Veneto, poi al moderno quartiere di Via Fratelli
Kennedy. |